Supereroi o supererrori?

Premessa

“Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato”.

(Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione)

La nostra scuola si caratterizza per la proposta di approfonditi contenuti scientifici, culturali, sociali e per la scelta di buone prassi che rivelano la specificità del proprio progetto educativo. Essa è pienamente inserita nello scorrere della Storia, si pone in ascolto dei bisogni e delle emergenze educative delle nuove generazioni ed offre un servizio formativo adeguato al tempo che stiamo vivendo.

Fin da piccoli, infatti, i bambini si interrogano sul senso da riconoscere alle diverse esperienze vissute, si fanno domande sulla presenza del male, della sofferenza e della morte, si stupiscono davanti alla grandezza, alla bellezza e alla bontà e sono inseriti in una rete di relazioni che permettono di connettere idee e rappresentazioni della realtà da loro già possedute, con quelle degli altri – coetanei e adulti – all’interno di un processo interattivo.

È evidente, perciò, il bisogno di dare un fondamento di senso, coerenza e sicurezza al proprio vissuto: gli alunni devono essere formati nella conoscenza, nella consapevolezza e nell’assunzione di responsabilità rispetto ai diritti e ai doveri di ognuno, come persone e come parte di una collettività. Per questo sono adeguatamente educati a partecipare in modo attivo alla costruzione del loro presente e del loro futuro, imparando le regole del vivere insieme nei contesti di vita reali e virtuali in cui trascorrono il loro tempo.

Ogni bambino chiede di diventare quello che è: per farlo necessita di persone adulte che lo aiutino a crescere e gli forniscano un sistema di regole tali da permettergli di vivere il meglio di ciò che la sua vita gli offre.

Il nostro progetto nasce per promuovere una riflessione sulle tematiche della sicurezza on line, per favorire l’integrazione delle tecnologie digitali nella didattica e per garantire un uso consapevole e corretto della rete nei vari contesti di vita, attraverso la costruzione di strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro.

Internet è uno strumento ampiamente diffuso nella vita dei ragazzi che ne fanno largo uso in casa, a scuola e nel tempo libero, spesso fruendone da soli. Riconosciute le grandi potenzialità dei media digitali anche in campo educativo, non si può sottovalutare che essi consentono anche di accedere a contenuti non adatti ai minori e possono esporre questi ultimi a contatti non opportuni e pericolosi. Non può dunque mancare ai docenti, oltre che ai genitori, la consapevolezza del loro ruolo attivo nell’insegnare alle nuove generazioni il corretto utilizzo del web e dei social network.

Ciò significa mettere in campo azioni specifiche, calibrate in base all’età, che manifestino funzioni di assistenza, di guida e di controllo. Fra queste, appare molto importante adottare tutte le misure per una navigazione sicura, stabilire i tempi di collegamento, controllare l’eventuale iscrizione a chat, fornire indicazioni al minore affinché non diffonda online informazioni ed immagini personali o familiari e soprattutto creare un rapporto di dialogo con lui sui suoi contatti ed interessi in rete, al fine di essere disponibili ad ascoltarlo nel caso in cui abbia letto, visto o fatto qualcosa su Internet che lo faccia sentire a disagio o lo spaventi.

Le relazioni con i pari fra i pre – adolescenti sono centrali per la crescita e lo sviluppo dei singoli e sicuramente la scuola è l’agenzia educativa di riferimento per favorirle; a volte, però, esse sono

costruite su comportamenti non sani per la crescita di futuri cittadini, come il bullismo e cyberbullismo: è responsabilità della comunità educante spiegare ai bambini perché nel mondo online bisogna sempre privilegiare una comunicazione non ostile, mostrando quale ruolo può giocare ciascuno di noi quando si accorge che una persona viene derisa, sia nel mondo reale sia in quello virtuale. Le caratteristiche tipiche del bullismo sono l’intenzionalità, la persistenza nel tempo, l’asimmetria di potere e la natura sociale del fenomeno, ma nel cyberbullismo intervengono anche altri elementi, quali:

• L’impatto (viralità): la diffusione di materiale tramite Internet è incontrollabile e non è possibile prevederne i limiti (anche se la situazione migliora, video e immagini potrebbero restare online).
• La possibile anonimità: chi offende online potrebbe tentare di rimanere nascosto dietro un nickname e cercare di non essere identificabile.

• L’assenza di confini spaziali: il cyberbullismo può avvenire ovunque, invadendo anche gli spazi personali e privando l’individuo dei suoi spazi-rifugio (è raggiungibile infatti anche a casa propria). • L’assenza di limiti temporali: il cyberbullismo può avvenire ad ogni ora del giorno e della notte.

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